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Storia del territorio Alpignanese a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo


E’ risaputo che fosse usanza diffusa tra i nobili feudatari del Ducato di Savoia, quella di costituire, per la propria incolumità personale e per la difesa delle proprie terre, un corpo di guardia armato. Così come tutti gli altri nobili signorotti, anche il Conte Francesco II Provana di Alpignano dopo il 1672, anno della sua investitura, assoldò un corpo stabile di armati. Questo piccolo reparto, all’inizio poco più che un gruppo di miliziani, con il tempo assunse l’aspetto di un vero e proprio corpo di fanteria regolare sabaudo, con tanto di musici, insegne, ufficiali e fucilieri.

Rimanendo fedele al suo signore, lo seguiva nelle campagne militari, a cui partecipò in qualità di Colonnello dei reggimenti Aosta, Marina e Savoia. Con il suo nobile comandante si distinse in alcuni scontri nelle Fiandre; successivamente prese parte alla battaglia per la liberazione di Vienna dall’assedio dei Turchi, nel 1683, e si occupò della difesa del suo paese, Alpignano. E’ infatti a questo piccolo borgo che si lega la storia più gloriosa del “reggimento”, che nel frattempo era stato intitolato ad un avo del Conte, l’Ammiraglio Andrea Provana, famoso per aver combattuto nella battaglia di Lepanto al comando di alcune galee del Duca Emanuele Filiberto.

Alpignano per posizione geografica, pur essendo costituito da un pugno di case di scarsa importanza, abitate da povera gente, è sempre stato crocevia di piccoli scontri per il controllo del ponte sulla Dora. Bisogna infatti risalire al lontano 10 giugno del 1690, in piena guerra della Lega di Augusta, per rintracciare notizie certe di un importante scontro avvenuto tra soldati del Duca di Savoia, circa 50 dragoni affiancati dalla guardia del Conte, e un corpo di fanteria francese. In quell’occasione il ponte venne fatto saltare, per evitare il passaggio nemico.
Ma è durante la guerra di Successione Spagnola e l’assedio di Torino che il paese può vantare di aver contribuito in qualche modo al trionfo sabaudo sull’ Armée di Luigi XIV, il “Re Sole”. Infatti il 10 maggio del 1706 venne fatto saltare nuovamente il ponte per ritardare ai francesi il passaggio sulla riva destra ed impedire il blocco di Torino da quella parte. Mentre il castello di Pianezza venne immediatamente occupato, con enorme danno per i paesani, quello di Alpignano resistette ed alcuni cannoni a retrocarica accelerata vennero mandati appositamente dal Duca nel giardino elevato del castello. Ciò malgrado riuscì ai francesi di gettare diversi ponti sopra la Dora sotto i castelli di Alpignano e Pianezza. Di conseguenza il paese venne occupato e l’ala destra poté passare il fiume e portarsi a stringere la città di Torino anche dall’altro lato. Frequenti furono le azioni di disturbo della cavalleria sabauda nelle retrovie Gallo-ispane; una di queste sortite fu memorabile per i soldati del Conte. Giunse notizia al Duca che stava giungendo dalla Francia un ricco convoglio di provvigioni, scortato da 1300 cavalli, fra cui un Reggimento di dragoni di Chatillon. L’azione congiunta di due corpi di cavalleria sabauda, che passarono la Dora sotto Alpignano e Pianezza, portò alla conquista dei beni del convoglio e alla cattura di 300 soldati del Re di Francia nonché di molti ufficiali.